LA SERA LYONI LA MATTINA . . . .
Ed eccoci qui quo qua a commentare un altro giorno lionesco. Per non turbare i grevi pensatori con la crusca in testa non userò + (pardon, più) le abbreviazioni da sms (pardon, da short message system, aripardon, da sistema di messaggi corti). Le giornate scorrono intense. Alle 8 (pardon, otto) è tutto un brulicare di preadolescenti che davanti alla scuola si incontrano, si annusano, si baciano, si studiano, ecc. (pardon, eccetera). Poi ognuno per la propria strada, chi in classe, chi a fare il turista, chi sarà interrogato, chi mangerà un kebab davanti alla cattedrale e via diversificando. Oggi siamo andati a visitare il centro di Lyon, molto bello con le sue pietre gialle. Impressionante il quartiere fatto di case tutte comunicanti che è stato il centro della Resistenza francese ai nazisti. Un dedalo di scle, corridoi, balconi, terrazze, tutti comunicanti, nel quale i partigiani si muovevano benissimo e godevano di protezione mentre i tedeschi non sapevano dove rigirarsi. Insomma, sembrava di vederli mentre si nascondevano e si muovevano facendosi beffe di urlanti quanto impotenti soldati fracassoni. E ieri siamo andati a visitare un quartiere operaio inventato negli anni trenta dal visionario architetto Garnier che ha voluto palazzi e ambienti signorili per i quartieri operai. Lyone, la città dove forte si è sentita la presenza e l’attività dei due soggetti destinati a cambiare le sorti del ‘900, gli operai e i combattenti per la libertà. Nel pomeriggio alle cinco de la tarda si rientra alla scuola, e ridai con gn abbracci e saluti. I ragazzi rientrano nelle famiglie e ogni giorno che passa l’affiatamento cresce mentre i Proff affogano la loro tristezza nei ristoranti più “a la page” della città. Domani è un altro giorno si vedrà, nel senso che non mi ricordo il programma. Buona notte, anzi “bon nuit”. Beppe Techno