S. GIULIANO TERME: INIZIATIVE DEL 27 GENNAIO

L’importanza di ricordare tutti

La Shoah raccontata ai ragazzi della Mandela

Campo di concentramento di Mauthausen, inverno 1944: un prigioniero del sonderkommando, addetto al trasporto nei forni crematori dei morti a causa delle camere a gas, riconosce tra i corpi esanimi il fratello perduto. Straziato dal dolore perde i sensi. Il Kapo, prigioniero anche lui, senza scrupoli, getta i due fratelli, uno di essi ancora vivo, nel forno crematorio.

Questa è una delle tragiche storie che hanno colpito maggiormente gli alunni delle classi III A, III D e III E della scuola media Nelson Mandela di San Giuliano Terme.

La conferenza, che ha avuto per relatore il Signor Massimo Fornaciari dell’Aned, si è tenuta il 28 gennaio nell’aula mensa della scuola, nell’ambito delle iniziative per il giorno della Memoria.

Durante il partecipatissimo incontro, il signor Fornaciari ha innanzitutto chiarito ai ragazzi la differenza tra i diversi tipi di lager, distinguendoli tra campi di internamento, di concentramento e di sterminio. Anche in Italia erano presenti purtroppo dei campi di internamento e di concentramento, uno dei più noti era la Risiera di San Sabba a Trieste. Nella Germania e nella Polonia erano presenti i più tristemente celebri lager, come quelli di Auschwitz, Dachau, Mauthausen, Buchenwald e molti altri. Dopo questa premessa, Fornaciari ha spiegato agli alunni che, oltre agli ebrei, molte altre categorie di persone sono state soggette alla follia nazista e ha descritto le differenze tra i vari prigionieri e come venivano contrassegnati. Ciò è importante perchè spesso, di questi gruppi di perseguitati dalla follia nazifascista, la maggior parte della gente ignora la tragica storia. I testimoni di Geova, ad esempio, avevano la possibilità di convertirsi e uscire dal lager, anche se pare che quasi nessuno lo abbia fatto. Gli omosessuali avevano anch’essi la possibilità di uscire “convertendo” il loro orientamento sessuale. Altra sorte era quella dei rom, che avevano il privilegio di poter alloggiare insieme al loro nucleo familiare divenendo oggetto di esperimenti pseudo-scientifici sul gruppo. Queste categorie sono sempre state prese poco in considerazione; infatti fino a pochi anni fa non si conoscevano nemmeno i nomi dei prigionieri omosessuali. Ma anche loro hanno sofferto come gli ebrei o come i prigionieri politici e meritano di essere ricordati.

Il discorso è stato infine rivolto al ricordo di Italo Geloni, uno dei fondatori dell’associazione ANED, l’associazione che organizza visite nei principali campi di concentramento europei. Egli era stato prigioniero in vari campi perchè partigiano dopo l’otto Settembre, e aveva rischiato l’impiccagione per aver cercato di fuggirne. Gli studenti hanno assistito alla proiezione di una video intervista in cui Geloni racconta le sue vicende nei campi e spesso si commuove ripensando a quei momenti. Una cosa che ha sbalordito le classi è stata la differenza di peso tra quando era entrato al campo e quando ne era uscito. Fornaciari ha raccontato che Italo pesava circa 70 kg quando venne fatto prigioniero e solamente 29 kg al momento della liberazione. In conclusione l’incontro ha permesso ai ragazzi di vivere la giornata della Memoria venendo a conoscenza di aspetti meno noti, ma ugualmente importanti e interessanti, di una delle più grandi tragedie nella storia dell’umanità.

Eleonora L.